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Icone Street Art Convention

A cura di admin Tuesday, 6 April 2010

Durante le sette edizioni passate, gli eventi di writing e street art hanno visto avvicendarsi ospiti stranieri del calibro di Honet, Stak e Poch dalla Francia, El Tono dalla Spagna, Cakes dalla Repubblica Ceca, Finsta dalla Svezia, Nema dal Regno Unito Richard Schwarze Viagrafik dalla Germania.
Sono intervenuti, inoltre, i più importanti nomi del panorama italiano come Blu, Ericailcane, Aix, WanyOne, Rebel Ink, Blef, Enko, Progetto Delta, Noem 507, Cento, Chob, Moe, Myte, Duchamp, Lele, Dusty, Ekra, MoseOne, Verbo, ML’s crew, XYZ crew, VMD crew e tantissimi altri che oggi, espongono in importanti gallerie nazionali ed estere o collaborano con i più prestigiosi marchi di moda e design tra cui Prada©, Fred Perry©, Adidas©.
Gli eventi di fotografia hanno visto protagonisti i lavori di Alex Fakso Sauli Sirvio dalla Finlandia, Andrea Boscardin, Roberto Malpensa, Luca Lattuga e Nicolò Paoli, artisti che hanno fatto della fotografia urbana un punto di forza della loro estetica.
Le gallerie d’arte D406 e Spazio Fisico hanno offerto il loro contributo, così come i comuni di Vignola, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone e, in concomitanza con il festival di arte contemporanea Control+C, la città di Carpi fornendo spazi per lo svolgersi delle iniziative.
I più prestigiosi locali modenesi quali Cafè Concerto, Vibra, More, Juta CafË hanno accolto i visitatori durante gli eventi musicali notturni.
Icone si è proposta ed affermata come manifestazione di street art di grande rilievo, sia per il pubblico di settore, sia per tutti gli amanti della street culture in genere, grazie anche alla programmazione e coordinazione di conferenze e presentazioni di libri e video quali “WUFC, the book”, “Warriors” e “ All city Writers“.

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Intervista a Pietro Rivasi organizzatore di ICONE.

-P- Icone nasce nel 2002,come credi sia cambiato in questi anni?

Non troppo veramente… sfortunatamente non sempre l’esperienza permette di evolvere in maniera lineare. Ho cercato fin dal principio di fare una manifestazione che comprendesse sia le esposizioni che le murate, ma questo non è stato sufficiente per far capire ai possibili sponsor o acquirenti d’arte che poteva essere una buona occasione per investire. Questo ha fatto si che la manifestazione si sia sempre dovuta appoggiare a finanziamenti pubblici, e questo di conseguenza ha influito molto sulle cose organizzate.

In pratica, alcuni anni c’è stato modo di avere ospiti stranieri e di fare gadget da regalare, altre volte si è fatto qualcosa di più piccolo (come nel 2005 e nel 2007).
Ad ogni modo quello che si è senz’altro evoluto sono i rapporti con i collaboratori, come i ragazzi di Vignola che sono diventati parte integrante della manifestazione, e la padronanza dei rapporti con le istituzioni…. che sono sempre difficili… ma almeno ora so cosa aspettarmi e in quanto tempo prima iniziare a rompere I coglioni per avere risultati…!!

-P-Modena è la culla di ICONE, pensi che lo stesso progetto possa essere portato in altre città?

Assolutamente si, e in diverse città vengono già fatte cose simili, anche se forse con un approccio un po’ differente… Ferrara e Reggio Emilia sono 2 esempi che conosco.

-P- Siccome oltre ad organizzare questo evento sappiamo che sei sempre stato fin dagli anni ‘90 molto attivo riguardo l’informazione street art, cosa ne pensi della scena italiana attuale?

Seguo prevalentemente la scena dei treni e su questa posso dire che la crisi delle FS ha peggiorato di molto la situazione; troppa gente dipinge e pezzi che girano troppo tempo.
Meglio quando si stava peggio?
Forse si, la trasformazione di un fenomeno illegale di nicchia in uno mainstream per me non aggiunge nulla di buono alla scena.
Per quanto riguarda il bombing, ci sono sicuramente nuove leve interessanti, e finalmente anche in italia si sta studiando l’arte del throw up che fino ad alcuni anni fa veniva parecchio snobbata

-P-Graffiti,Street art, in questi ultimi anni hanno avuto molta più visibilità; ICONE ha contribuito nella realtà modenese a cambiare un po’ l’ideologia pubblica?

L’idea che ha la gente dei graffiti non è molto cambiata: il bel pezzo colorato piace quasi sempre a tutti, soprattutto se fatto in un posto autorizzato. Pochissimi si soffermano poi a discutere sul senso della cosa e tutti continuano a considerare vandalismo le firme. Quello che voglio dire è che pur avendo lavorato parecchio per far capire alla gente il valore aggiunto che i graffiti possono dare alle nostre città, credo che nessuno si si andato ad informare sul fenomeno per capirlo meglio, per cui il livello medio di tolleranza non mi pare cambiato molto.
Per quanto riguarda la “street art”, ovvero tutto ciò che viene fatto per strada che non siano LETTERE, di solito la percezione è sempre stata più positiva: il figurativo è accettato meglio degli “scarabocchi”!

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