Thoms
Chi è Thoms? Parlaci un po’ di te.
Thoms!..è un suono onomatopeico,è qualcosa che non si può afferrare,un rumore…qualcosa che si puo’ solo sentire, come la musica che non si può toccare…ma che alla fine ha il solo scopo di emozionare.
Quando e perchè hai iniziato a dipingere?
Ho iniziato a dipiGNEre!…come dicevamo NOI a quei tempi,proprio sui banchi di scuola nel lontano 97…tra un’occupazione e un’autogestione, approfittavamo di ogni occasione buona per segare la scuola ed andare alla ricerca di fabbriche e posti abbandonati dove poter pittare.
Dipingere come ogni altra forma d’arte espressiva credo che abbia di fondo lo scopo di accomunare le persone, metterle in comunione e in relazione,per un ideale, un sogno o semplicemente per una passione reciproca…ecco noi eravamo e abbiamo iniziato principalmente per questo.
Quali sono state le tue principali fonti di ispirazione?
Le mie fonti di influenza maggiori sono stati i fumetti e i video-games…che diciamo sono sempre stati il mio pane quotidiano fin dall’ adolescenza.
La mia più grande sfida è sempre stata quella di non scendere al compromesso dell’emulazione per essere subito riconoscibile,ma di mantenere una mia ricerca personale nel tempo,aspettando la giusta maturazione, ho sempre cercato di estrapolare un segno che alla fine diventasse mio.Oggi credo di esserci arrivato, anche se lo stile è sempre in costante evoluzione.
Il segno si decifra, l’apparenza mai.
Potresti descrivere la scena dei graffiti dei tuoi inizi? Quali erano i suoi principali protagonisti e come è cambiata in questi anni?
Quando ho iniziato a dipingere io,circa dieci anni fa, la scena dei graffiti a Roma era molto più ristretta,ognuno se ne stava nel suo e cercava di spingere il proprio stile,cercando di farsi riconoscere e stimare facendo la propria roba, era un’elite di writers pochi ma buoni…23 Rec, Kids, Puf.
Salvo pochissime nuove leve, oggi la situazione è degenerata completamente,tutti fanno tutto,
è uno scimmiottare reciproco di stili, non c’è alcuna forma di conoscenza del writing e tantomeno di rispetto,e si sa dove non c’è rispetto non ci può essere a sua volta nessuna forma di originalità!
Come disse il caro buon vecchio Kemh…quelli che contano davvero a Roma si contano sempre sulle dita di una mano.
Definirti solo un writer è limitativo: la tua arte spazia dalla scultura, all’illustrazione, al disegno fumettistico, alla realizzazione di scenografie e così via… Come sono nate e si sono sviluppate queste passioni? Contribuiscono a influenzare la tua attività di writer? Se si, in che modo?
Mi ritengo uno spirito versatile e curioso,ma in questo caso credo che valga anche il detto…
Necessità fa Virtù!
Credo che l’influenza con le altre attività sia stata inevitabile anche perchè ogni cosa è un arricchimento di un’altra, un potenziamento per una visione completa del tutto.
Mi sono sempre cimentato in altre forme di espressioni anche perché lavorare da libero professionista non è sempre vita facile, e per sbarcare il lunario come dicono a Napoli…tocc’ sape’ fa’ tutt’ cose!
…ma proprio grazie a questo oggi mi ritengo un artigiano dell’arte figurativa a 360°.
Il tuo stile è insolito: i puppets che disegni sembrano usciti dalle pagine di un vivace fumetto all’italiana e le tue lettere non peccano certo di originalità: qual è stata l’evoluzione che ha subito fino ad arrivare alla forma attuale? Perchè preferisci questa tecnica alle altre?
Ho sempre pensato di avere avuto a differenza di molti altri artisti un processo di evoluzione creativo inverso…dal Macro al Micro!
Ho iniziato a dipingere da subito in grandi dimensioni perche’ il fatto stesso che tutti potessero fruire gratuitamente delle mie opere mi entusiasmava molto, e soprattutto contrastava apertamente tutta quella filosofia del mondo che ha sempre voluto relegare l’arte ad una cerchia ristretta di persone, culturalmente più elevate.
Mantenendo pur sempre questa visione delle cose oggi la mia evoluzione mi sta portando a lavorare maggiormente nel piccolo cercando di raffinare di più la qualità dei miei lavori, nei quali comunque cerco sempre di mettere un concetto originale da esprimere.
In verità i miei personaggi escono davvero da un immenso fumetto…la mia stessa vita!
Prendono lo spunto per nascere proprio dalla quotidianità che vivo ogni giorno,e dalla quale traggo ispirazione senza limite…d’altronde come amo sempre ribadire la realtà supera sempre di gran lunga la fantasia!
Da tempo dipingi nella Genuine Crew con writers di alto livello: hai subito l’influenza dei loro stili? Loro sono stati influenzati dal tuo stile?
La Genuine crew nasce proprio dal concetto che ognuno ha uno suo stile, puro, genuino, per questo non influenzabile,ciascuno è una compensazione dell’altro,perche’ ognuno sa quale è il suo ruolo nel gruppo, ognuno porta con sé quel qualcosa di originale, di fresco, come le verdure che hanno forma e colori diversi…ma solo se si uniscono possono creare un saporito minestrone.
Quali pensi siano le prospettive future per il writing? Che idea ti sei fatto circa l’evoluzione dei graffiti in Italia?
E’ riduttivo rispondere a questa domanda in poche righe….ma cercherò di fare una sintesi del mio pensiero… il concetto si divide in due categorie fondamentali :i primi sono quelli che hanno scelto i graffiti solo come forma di moda, di ribellione isterica per un ideale al quale tra non molto non crederanno più, quelli che non hanno mai avuto nessun disagio da esprimere perché la vita gli ha gia’ fatto trovare tutto bello e pronto.Ecco, questi sono proprio quelli destinati ad eclissarsi da soli prima o poi…
La seconda categoria invece è quella….in cui penso di rientrare per tutta la merda che ho dovuto ingoiare!( e qui ti ho cacciato pure la rima).YO!
Sono quelli che non hanno mai avuto molto dalla vita,ma forse proprio per questo hanno creduto ha qualcosa che stava davvero solo dentro di loro… che si sono sbattuti e sacrificati per difenderlo, perchè intuivano che l’unico strumento che avevano a disposizione per combattere la realtà, era proprio quello che oggi li avrebbe resi stimabili dalla stessa società , sono questi per me i veri artisti e il futuro del writing, quelli che hanno avuto tenacia e costanza quando un mondo li giudicava e criticava solo come vandali.
Il vero Writer, l’artista, quello che ha scelto l’espressione tramite il segno come unico strumento per venire fuori dalla massa e gridare al mondo la sua unicità…
Credo che al momento le prospettive di avere successo per un writer siano moltissime, si pensi al semplice fatto che oggi tutto è largamente influenzato dalla cultura dei graffiti,dalla pubblicità, al cinema, dalla musica fino al ballo, questo denota la povertà di creatività delle realtà lavorative nelle quali viviamo, che attingono a piene mani dall’energia dei giovani,prosciugandoli inconsapevolmente, i quali per giunta il piu’ delle volte non hanno un posto fisso o sono sottopagati….ma questa e’ un’altra storia!
Attualmente credo davvero che il fenomeno del writing sia il vero cavallo di battaglia dell’arte contemporanea, perchè è ancora libero da schemi ed etichette che ci vorrebbero appioppare per poterci cosi’ piu’ facilmente controllare e archiviare.
Quanto e perchè pensi conti il fattore illegalità nel mondo del writing? Sei mai stato “beccato” mentre dipingevi? Hai da raccontare episodi con la polizia?
Penso che il fattore illegalità sia molto importante ed è un bene il fatto che non si estingua del tutto, perché è proprio il manico del coltello che abbiamo ancora dalla nostra parte ad essere ancora quell’arma segreta da tirare fuori quando pensi che qualcuno ti voglia in qualche modo pilotare a proprio piacimento.
Quindi ok all’illegalità ma sempre fatta con stile e con gusto.
Si mi è capitato di essere stato arrestato per aver fatto una tag su un secchio dell’immondizia in Olanda,in quel l’occasione i miei amatissimi amici hanno pagato la cauzione e cosi’ sono uscito.
Potrei raccontare altri episodi ma non basterebbe più lo spazio per l’intervista.
Cosa ne pensi del processo di legalizzazione (vedi “The quality of life”) che la società sta cercando di apportare all’attività dei writers?
Credo fondamentalmente che sia sempre legato ad un discorso puramente pubblicitario dell’attimo presente, di moda, appena avranno rosicchiato tutta la carcassa non interesserà nuovamente a nessuno.
Ci mangiano fintanto che c’e’ da saziare il grande pubblico dopodichè si trova un altro pollo da spennare.
Pensi si sia creata una cultura (o subcultura) legata ai graffiti? Se si, tu ne fai parte?
Naturalmente, la subcultura esiste in ogni contesto anche in quello dei graffiti,se io ne faccio parte in prima persona questo ancora non lo so, dovrà dirlo chi verrà dopo di me, ma essendo appunto una cultura sotterranea, come le fondamenta di una casa è un bene che rimanga un pò nascosta per far si che tutta la casa regga.
Troppe volte la parola graffiti viene ancora associata a parole come vandalismo o inciviltà. Come pensi si possano superare ostacoli culturali di questo tipo?
L’ignoranza è il male del mondo, per dissetarsi dal pozzo della conoscenza bisogna cercarsi da soli il secchio e la corda.
Quali sono le tue aspirazioni future?
Attualmente mi sto dedicando a progetti di stampa editoriale, ma le mie aspirazioni sono sempre in costante mutamento.
In cantiere ci sono diversi progetti da realizzare:una graphic novel e lavorare su produzioni video.
Hai qualche consiglio da dare a chi, come te facesti anni fa, inizia a dipingere?
Se non credi in te stesso chi ci crederà!
… e per finire, questo spazio è tuo. Lancia un messaggio ai lettori di www.sacrepitture.com
Se puoi sognarlo….puoi farlo!


