Ninja
Ciao Ninja! Allora, per cominciare, parlaci dei tuoi inizi, come nasce Ninja come writer, come si avvicina a questo mondo? A chi si ispira?
Beh, ho iniziato nel ‘98 con i ragazzi dell’ attuale R.B.C., a quei tempi c´era poco a giro di writing tolto i graffiti visti su “AL” rimanevano i Piarz, gli Hotratz e pochi altri. Uno fra tutti Zero-t che è stata la mia vera fonte di ispirazione da piccoletto. Ma il vero salto l’ ho fatto quando ho conosciuto Bue che mi ha insegnato la tecnica dell’outline tagliata poi il resto della storia lo conoscete.
Il nome Ninja invece?
Da picolo amavo saltellare e arrampicarmi il nome me lo hanno dato e quello mi è rimasto.
Quanti problemi e quanti vantaggi ti ha causato il writing?
Problemi, a parte quelli respiratori, nessuno. Vantaggi tanti, dall’ usare il writing come valvola di sfogo, al crearti una personalità nuova e perchè no anche una piccola popolarità.
A scuola che tipo eri? Il dipingere ti ha causato problemi? E in famiglia?
Mi sono sempre fatto troppi joint per andare bene a scuola. Ma al liceo(io facevo il geometra) il fatto di dipingere mi ha reso quasi speciale agli occhi dei compagni e pure degli insegnanti. Tutti sapevano che dipingevo. Non ho mai fatto realmente bombing da dovermi nascondere. Ho sempre dipinto alla luce del sole. A parte quelle due o tre volte che tornando sbronzo a casa con lo spray in tasca è toccato scappare dal vigilante di turno…mmh…ora che ci penso qualche volta fa comodo correre veloce…e vi assicuro che vai veloce col pepe al culo!
L’ orsacchiotto, ora ce lo devi dire…che cos´è? E’ il peluche di quand’eri bambino?
Ahaha! Gli orsacchiotti sono nati dall’ esigenza di dipingere con la mano sinistra (mi ero messo il gesso alla mano buona perche´ avevo deciso di fare a cazzotti con un muro…ha vinto il muro) e io avevo l’ esigenza di ricercare delle forme semplici.Ho passato la prima parte della mia carriera con soggetti truci come sangue e teschi, gli orsetti sono stati un diversivo.
Come la indossi la definizione di artista? Ti senti più artista o più writer? Fai altre cose oltre l’aerosol art?
Lascio che siano gli altri a decidere se chiamarmi artista o pirla. Ciò che è sicuro e che mi impegno molto in quello che faccio, mi piacciono le cose difficili, i virtuosismi, la bellezza delle forme e dei suoni, la ricerca affannosa di tutto ciò che è nuovo e sperimentale. In poche parole ricerco la tecnica e per il mondo dei greci la techne (l’ abilità nel fare) era pura arte.
Tu sei legato molto al mondo hip hop, ma cosa ne pensi della “dehippoppizzazione” delle varie arti dell´hip hop?
Sì quando avevo 12 anni una mia amica piu grande mi porto´ a vedere il Regio luogo di incontro degli hippopponi torinesi: vidi gente che ballava, ragazzi vestiti larghissimi che si sfidavano in freestail, gente che guardava i cataloghi degli spray mentre sfogliava un black book. Decisi che quello sarebbe stato il mio futuro.
L’ hip-hop così fresca e genuina è morta (normale passo dopo quasi 30 anni) ma qualcosa ancora rimane, nella tecnica appunto, veniamo da lì che lo si voglia o no: dagli scratch, dagli spray dal parquet, dal freestail. E comunque l’ hip-hop è stata e rimarrà un movimento culturale e, visto che da dopo la pop art non c’è più differenza tra sistema dell’ arte e industria culturale, l’hip hop può essere considerata un movimento artistico a tutti gli effetti e quindi destinato a cambiare ed evolversi.
Bue quando arriva? Come vi siete conosciuti? E come vi viene in mente di fondare la Fun Cool Crew?
Con bue c’e sempre stata intesa ora sono quasi sei anni che pittiamo insieme ci siamo ispirati e motivati a vicenda.
Vieni considerato il king di Firenze, ma tu come vedi la scena del writing fiorentino?
Ma quale king! Il king è chi tegga più di tutti: a me piace disegnare. Comunque a Firenze si spacca i culi. Ma le teste di cazzo ci sono ovunque
P.s. meglio essere un pischello con niente da perdere che un king che deve mantenere il suo posto. Quando credi di essere il migliore sei finito.
Parteciperai al SIZE DOES MATTER, spiegaci cos´è…
Più che partecipo l’ ho organizzato, è il primo lavoro che facciamo con il comune( finalmente pagati come si deve).
Si trattera´ di due pazzi che hanno da fare un muro lungo come un campo di calcio con un graffito su Firenze, per Firenze, e che spiegi ai fiorentini che il writing è un’arte.
Ti hanno mai beccato? Se sì, come l´hai vissuta?
No, fortunatamente quando è successo, te l’ho detto, ho iniziato a correre forte forte…parevo forest gump!
Quali sono i criteri per distinguere il writing-forma d´arte dal writing-forma vandalica?
In realtà non c’è differenza addirittura un esteta tedesco, tale Emmler, diceva che non c’è arte se c’è godimento dell’ opera. L’arte è fatta per colpire e scioccare…ma personalmente ritengo molte scritte dei miei colleghi veramente antiestetiche…se quando mi prendo il furgone me lo teggano glielo faccio pulire con la lingua …cazzu iu!!!
Una domanda personale…com´è Ninja nella vita di tutti i giorni?
Sempre fumato ma comunque abbastanza incazzoso e nervoso specie se bevo, ma gli amici mi vogliono bene lo stesso…amici appunto sono un animale sociale mi piace far festa…
Giornata tipo? Sveglia-caffe-canna-sessione di scratch(ho iniziato da poco)-canna-pranzo in solitaria-canna-rap in studiolo con la mia crew La primiera-varie canne-cena con relativa sbronza-e cazzeggiamento in piazza-fidanzata-ogni tanto studio.
Come ti senti oggi ad avere già una discreta fama, a rilasciare interviste, te l´aspettavi?
L’ intervista mi ha fatto molto piacere e mi ha anche divertito…per la fama ancora c’è molto da camminare…


